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Loreto, Cappella Tedesca, affreschi di Ludovico Seitz (1892-1902) Sicuramente Chiara ha contemplato queste immagini |
(Il titolo di questo post è ovviamente ironico e si ispira ad un libro di Simone de Beauvoir, "Il secondo sesso", e al film e libro "Cowgirl- Il nuovo sesso")
Gesù che è l’Amore avrebbe voluto essere anche femminile per poter essere lui stesso amore materno (e sì, perché sennò all’amore mancava una fetta). Difatti lui, oltre che nella Sua Mamma, è mamma nella Chiesa come più anime unite nel nome di Gesù, e quindi altrettanti Gesù. Ma si può essere Chiesa passando per il mistero del nulla di noi, cioè di Gesù Abbandonato.
(…) Gesù Abbandonato generò se stesso Madre (se generò la Chiesa e la Chiesa è Madre, generò Se stesso Madre). Gesù Abbandonato è amore materno. Il suo grido rappresenta le doglie di un parto divino degli uomini a figli di Dio. Infatti in quel momento uscirono da Lui i figli di Dio. Infatti in quel momento donò lo Spirito Santo che poi cadrà, dopo la Sua Ascensione, sugli Apostoli raccolti colla Mamma Celeste. (Chiara Lubich, relazione sul Paradiso ’49 al raduno dei capizona dell’ottobre 1971)
Non faccio parte della community dei paradisiologi, e non amo citare questo testo, ma lo possiedo come tutti, o quasi, e devo dire che nemmeno lo trovo così interessante. Ho letto in giro del "femminile di Gesù Abbandonato nel Paradiso '49" e sono andata a controllare a cosa potesse riferirsi. In questa seconda parte della nostra dissertazione su uomini e donne nel Movimento dei Focolari, voglio concentrarmi sulle figure delle focolarine e dei focolarini, quindi mi sembrava appropriato associarli alle visioni e alle rivelazioni, che dovrebbero riguardare soprattutto loro e la loro vocazione "speciale". Ed infatti il maschile e femminile di Gesù, nella concezione di Chiara, ci regalano soddisfazioni.
Sembra davvero così difficile immaginarlo? Gesù, per generare i "figli di Dio", non ha bisogno di essere femminile, per il semplice motivo che Egli è un Essere spirituale, quindi non ha bisogno di sessualizzarsi per riprodursi. Tutto ciò che riguarda la Trinità è un linguaggio metaforico, non ci sono veri legami di parentela carnale... O forse no? Probabilmente Chiara è convinta che il Padre e il Figlio siano davvero dei maschi, e che anche la colomba dello Spirito Santo sia un colombo: la Trinità è maschile, di questo erano convinti anche i Padri della Chiesa.
E allora ecco che esiste qualcosa che nemmeno Gesù può avere, ma Chiara sì: essere femmina.
(Maria è una figura grandissima, di lei non si capirà mai abbastanza. Abbiamo la Madre di Dio ma non il Padre di Dio, se non nella Trinità. L’aver dato a Gesù con lo Spirito Santo ma non con un uomo, quindi è enorme Maria.) (Chiara Lubich, ibid.)
Come dicevo, appunto, non esiste il Padre di Dio, ma la Madre di Dio sì, eppure tutti la lasciano in secondo piano. Il nostro amato Gesù non immaginava il guaio in cui si sarebbe cacciato, quando è andato a mischiarsi con le donne!
Generalmente anch'io mi unisco al coro di coloro che dicono che "Chiara Lubich non era femminista", ma dopo avere letto queste righe inizio a convincermi quasi quasi del contrario. Chiara Lubich era una femminista, in realtà, solo che a modo suo. Una femminista superomistica, diciamo.
Gesù, nel mistero dell'Incarnazione, intende "farsi uomo", ovvero assumere una dimensione umana, entrare nei limiti della condizione mortale. E allora avrà bisogno di una donna... normale, per vivere pienamente l'esperienza della vita sulla Terra. Un padre normale no, invece: stai a vedere che davvero il suo Padre celeste è un maschio, geloso della sua progenie, che non vuole condividere il DNA con qualche rivale della Galilea... Ma almeno la mamma è una tipica mamma!
No: anche la donna che ha accettato di dare alla luce Dio, in realtà, vuole avere in cambio una certa forza contrattuale. O meglio, questo è quello che pensa Chiara, quello che pretenderebbe lei se fosse la Vergine Maria: metto al mondo Dio? Per quale motivo dovrei accontentarmi di essere una mortale qualsiasi? Quei tre sono divini, perché non posso aspirare a diventarlo anch'io?
Lo so che i ragionamenti sembrano assurdi, ma è Chiara a nascondere, nella sua apparente mistica, un fortissimo spirito di rivalsa. Sembra uno di quei film in cui il rampollo di una nobile famiglia vuole fingersi povero, per sperimentare la vita autentica delle persone comuni; ma la ragazza di cui si innamora, alla fine della storia, gli fa capire che lei è stanca della povertà, non ci vede nulla di romantico, vuole essere portata a corte e regnare. Così la Maria di Chiara vorrebbe essere "enorme", vorrebbe giganteggiare come una quarta persona della Trinità, o quasi.
Ci sono vuoti di diverse dimensioni come vi sono pienezze di diverse dimensioni. La Mamma celeste era vuota all’infinito, perciò invincibile. Chi la trovava più per colpirla, se non c’era?
La coscienza della nostra nullità deve essere infinita, perché Dio abiti in noi. Noi dobbiamo avere la nullità di G.A., che è infinita nullità. Allora in noi riposerà lo S.S. La Mamma era la vera sposa di Dio, perché il suo nulla assoluto attirò Dio in sé, che conservava gelosamente nel suo cuore meditandovi. Sempre in Lei era la Parola. Così deve essere l’anima ns. Vivere sempre con la Par., tutta l’anima concentrata e solo concentrata sulla Par., e nel segreto, che tutto dipende dal mio amore: “Pro eis sanctifico me ipsum”. Infatti l’ebrezza è vivere soli con Lui nel segreto. (Ibid.)
Ecco una spiegazione per la famosa controversia del "nulla", di cui ci siamo occupati tante volte (ad esempio). "Chi la trovava più per colpirla se non c'era?" Verrebbe voglia di citare il proverbio "A non fare niente non si sbaglia mai": Chiara, identificandosi con un "nulla", si sente tutt'altro che impoverita: perfetta e invincibile. E notate che, con una tesi di teologia ardita, non è stato Dio a selezionare Maria come la madre adatta per il suo figlio (per la verità, secondo i dogmi della Chiesa, l'ha programmata così come la voleva Lui stesso)... Sembra quasi che questa Maria abbia tessuto una gigantesca ragnatela, e che abbia attratto Dio "in sé", come la pianta carnivora. Cosa ha trovato in lei di particolarmente attrattivo questo Dio? Il suo "nulla assoluto": insomma, in questo schema il maschio è un narcisista totale, la femmina lo supera non con un'aperta contrapposizione, per rivendicare il proprio valore, ma con le arti della seduzione, assecondandolo e compiacendolo in tutto.
Il Protagonista dell’umanità, che dava senso ai secoli passati e illuminava e convogliava dietro a Sé i secoli futuri, doveva apparire sulla scena del mondo, ma Gli occorreva uno schermo bianco che a Lui desse tutto il rilievo. (Chiara Lubich – Maria, trasparenza di Dio – Città Nuova 2003 – pp 9-10-11 )
Gesù non aveva bisogno di una buona mamma, che gli volesse bene: aveva bisogno di un telone bianco da cinema per proiettare il film delle sue imprese, lui, che non era nemmeno umano ma doveva considerarsi da subito "Il Protagonista dell'umanità".
E la sposa-madre a fare da sfondo; ma per arrivare a cosa? Quale soddisfazione, se si è ridotta a nulla? Chiara-Maria non sembra particolarmente nullificata: "L'ebbrezza", il segreto, la vita a due nientemeno che con Lui, sono termini ricolmi di esaltazione.
Voi direte: vabbeh, ma queste sono interpretazioni del Paradiso che non corrispondono all'ipotesi ufficiale della Scuola Abbà...(A proposito: l'hanno pubblicata, finalmente, la famosa edizione integrale commentata? No?). Peccato che, come Chiara ribadisce sempre, tutto ciò che viene dal Paradiso è la base della sua dottrina spirituale, e che ogni membro del Movimento è tenuto a viverlo, senza saperlo.
E così abbiamo questo brano, che vi consiglio caldamente di leggere per continuare la nostra riflessione: Maria, umanità realizzata
Un po’ tutti pensano poi, e i giovani in modo particolare, che la donna e l’uomo, per essere completi abbiano necessariamente bisogno l’uno dell’altro e non possano realizzare nulla di sé se non nel completamento dell’altro sesso. Ora Maria, che è sola, sfata del tutto questa idea. Lei addirittura è sposa di Dio ed è stata madre di Gesù in verginità. Lei è completa, contiene in sé tutta l’umanità, cioè Dio la vede con il tipo della creatura umana, sia essa uomo o donna non ha importanza, la creatura nella sua perfezione che trova la sua completezza nel rapporto con Dio.
Lo riconoscete? E' il discorso che hanno tirato fuori gli Scotto nella puntata precedente. Maria sola, ci domandavamo da dove saltasse fuori questo autoritratto di Chiara Lubich, destinato ad essere presentato ai gen e a tutti i fruitori della propaganda del Movimento Famiglie Nuove. Maria è sola perché è vergine e ha fatto un figlio con Dio... Ma quel poveraccio di Giuseppe? E Gesù stesso? Ed Elisabetta, i suoi genitori Gioacchino ed Anna, Giovanni e gli altri apostoli? E i famosi "fratelli" (levata di scudi internazionale dei biblisti a dire che sono dei parenti alla lontana) con cui va a trovare Gesù? E gli amici che l'hanno invitata alle nozze di Cana? E il proprietario dell'albergo che non aveva posto per loro? Insomma, Maria come la Lubich frequenta tutti mantenendoli alla debita distanza, per non tradire il rapporto esclusivo che ha con il suo Dio: se sarà tutta per lui, Lui la troverà completa e perfetta.
Con simili premesse, che potrebbero veramente essere sufficienti a fondare una Teologia del Narcisismo, andiamo a vedere cosa sia questo "nuovo sesso" di cui parla il titolo del mio post.
Nella Pasqua del 1956, i focolarini sposati di Trento regalano a Chiara un orologio a cucù ed ella sottolinea che gli sposati devono essere in focolare come un cucù che dice “Quello che vale è l’amore”. "Se non c’è il terzo ramo [i focolarini sposati] il primo e il secondo si snaturano. (…) Se non c’è il terzo ramo i popi [i focolarini consacrati maschi] stanno rinchiusi in se stessi e dicono “Quel che vale è il sacerdozio, quel che vale è il sacerdozio” (…) E le pope dicono: “Quel che vale è la verginità, quel che vale è la verginità”; Entrando [a far parte del focolare a tutti gli effetti n.d.R.] voi dite: “Quel che vale è l’amore”. E quindi è la salvezza del terzo ramo”(Raffaella Cardinali, La reciprocità tra verginità e matrimonio in Chiara Lubich, Unità e carismi, 22 luglio 2015)
Insomma, questi focolarini sposati sono le persone più importanti che Chiara Lubich ha "inventato", se non ci fossero loro il focolare non avrebbe senso. Scommettiamo che la ritroveremo a dire le stesse cose ad ogni gruppo che incontrerà, soprattutto se le faranno dei regali?
Ora non ci occuperemo degli sposati, perché, come abbiamo detto, appartengono ad una categoria di "comuni mortali" che vive la solita condizione maschile e femminile. Parliamo dei focolarini consacrati, ovvero coloro che hanno seguito la stessa via di Chiara: una vocazione speciale, unica, mai vista prima nella storia della Chiesa.
Ma allora perché i focolarini maschi dovrebbero essere ossessionati dal sacerdozio? Il Movimento ha una branca molto estesa di sacerdoti che, fin dalla prima ora, vogliono aderire alla spiritualità dell'Ideale, ma perché dovrebbe avvenire il contrario, ovvero che un laico consacrato al focolare voglia anche farsi sacerdote? A quanto pare, è l'Opera che chiede al focolarino di ricevere l'ordinazione, perché se ne vede la necessità; con una certa disinvoltura, a sottolineare che la vocazione del focolarino è pari a quella del sacerdote, se non superiore. Probabile che, nel periodo del 1956, la Lubich avvertisse il bisogno di giustificare l'esistenza stessa dei focolarini, e soprattutto che volesse inserire in posizioni strategiche personaggi con Don Foresi, all'interno della gerarchia ecclesiastica e nello stesso Vaticano. E' molto probabile, a giudicare da quanto "vede" nel '49, che Chiara sognasse un focolarino papa a guida della Chiesa.
E perché, invece, le femmine sarebbero ossessionate proprio dalla verginità? Lo abbiamo capito, "verginità" significa essere sole e autosufficienti come la Maria di cui abbiamo parlato, come Chiara stessa. Insomma, significa essere "un'altra lei".
L'ultimo giorno che mi trovavo ancora lì a Loreto, entrai in chiesa e vidi nella chiesa, piena la chiesa delle mie compagne e signorine che erano lì, così, e allora usavano portare il velo bianco. Io ero in fondo e lì la netta sensazione, anzi proprio la certezza, con questa frase: "Farò dietro di te una schiera di vergini". Io non capivo (…) se popi o pope o sacerdoti, io non capivo: una schiera di vergini. Questi i sintomi della cosa, i primi sintomi della vocazione. (Chiara Lubich, Rocca di Papa, 30 dicembre 1984)
Fa tenerezza che Chiara si lasci sfuggire il termine "sintomi", per descrivere la sua vocazione. Immagino che tutti i lettori abbiano riconosciuto l'episodio: Chiara ha 18 anni, e questa è la conclusione del convegno di Azione Cattolica a cui a partecipato a Loreto, quando per la prima volta avverte la chiamata a fondare qualcosa di nuovo. Cosa vede, esattamente, a parte gli angeli, Gesù bambino, Maria e Giuseppe che si muovono tra le pareti della Santa Casa? Durante la messa, alle prime compagne che la stanno già seguendo si sono aggiunte tutte le altre partecipanti, con i loro veli in testa, che possono alludere alla verginità, quindi la vocazione di Chiara è essere seguita dalle folle.
Ma qui nasce anche l'ambiguità: la vocazione di Chiara è pienamente condivisa con questa "schiera" di persone, o è semplicemente la sua? Resterà per sempre il mistero alla base dell'Opera di Maria: l'unica cosa che Chiara sa, delle persone chiamate a seguirla, è che devono essere "vergini" e stare DIETRO DI LEI. "Dietro di te" non può significare "Arrivate dopo di te", perché le compagne di Chiara esistono già, ce le nomina. "Dietro" nel vero senso della parola: non affiancate, e soprattutto non autorizzate a sorpassarla.
Ogni anima dei focolari ha da essere una mia espressione e null'altro. La mia Parola contiene tutte quelle delle focolarine e dei focolarini. Io li sintetizzo tutti. Quando io appaio così dunque devono lasciarsi generare da me, comunicarsi con me. Anch'io, come Gesù, debbo dir loro: "E chi mangia la mia carne..." Per vivere la Vita che Dio ha loro data essi devono nutrirsi del Dio che vive nella mia anima. Il loro atteggiamento di fronte a me deve essere un nulla di amore che chiama l'amore mio. Allora mi apro e, parlando, comunico ad esse me stessa. Esse sono nulla e quindi non hanno problemi; hanno già persa l'anima perché sono Ideale vivo, G.A. vivo e cioè "l'Altro", non sé. Allora io posso comunicare tutto e traggo dall'intimo mio e cioè dal Dio in me quanto più posso. E la verità si svela (...) Queste focolarine che così agiscono sempre sono perfette. Esse sono Gesù fra noi con me. Perché nulla si sono tenute (ed hanno perso coll'anima anche le aspirazioni parziali), hanno tutto... (Chiara Lubich, lettera del 23/11/1950)
E' sempre bello tirare fuori questa lettera, come quando si guardano i film horror preferiti. Voglio vedere chi farebbe meditazione su una cosa del genere, eppure non suona così diversa dalla media delle meditazioni.
Sono sicura che, dal suo punto di vista, Chiara fosse convinta di avere fatto un ottimo lavoro, con queste indicazioni. "Esse sono nulla e quindi non hanno problemi": meglio di così! Chiara ha regalato all'umanità il segreto per vivere felice, annullatevi e lasciate il compito di fare sintesi a lei, tutti i vostri problemi svaniranno! State pensando che preferite tenervi i problemi ed avere la libertà di essere voi stessi? Allora vi sembrerà strano crederci, ma a questo mondo non siamo tutti uguali, un sacco di gente seguirà Chiara proprio per questo. E poi il "nulla" non è fine a se stesso; serve a permetterle di tirare fuori le straordinarie rivelazioni che il "Dio in lei" comunica, che sarebbero... Sarebbero... Insomma, per piacere, fatele unità, così sentiamo cos'ha di straordinario da donarci.
Peccato che Chiara, poi, la dovesse mantenere, la promessa. Una volta annullate per lei, ha garantito che le focolarine (interessante che, nel corso della lettera, passi a parlare solo al femminile) non avranno problemi e saranno perfette. E se non è così? Pare che, invece, le consacrate e i consacrati si siano ritrovati con una marea di problemi, e neanche così sicuri di avere in lei, il loro "Dio", un modello da seguire e una fonte di rivelazione. Perché Chiara non c'è stata, per i suoi focolarini, ha passato la vita a negarsi; probabilmente non è stata nemmeno colpa sua, non aveva messo in conto i continui malori e i ricoveri nelle cliniche psichiatriche, non aveva messo in conto le richieste del Santo Uffizio, non sempre allineate con il suo "Dio in lei". Non ha nemmeno gratificato i focolarini dimostrando che sono stati la sospirata cassa di risonanza, il nulla che le ha permesso di avere le intuizioni: si tratta sempre di trovate geniali che sorgono in cuore a lei, personalmente, quando risorge da un periodo buio. Perciò il risultato è immaginabile: la gente, a farsi nulla per... il nulla, alla lunga si stanca. E poi c'è un'altra cosa, che Chiara non aveva messo in conto, ma che era inevitabile.
Esaminiamo bene per intero l'affresco della Cappella Tedesca di Loreto, immaginando che Chiara, affascinata e rapita, sia tornata a fissarlo più volte.
Al centro del dipinto c'è una donna, seduta su un trono, circondata dall'oro. Sta mostrando il bambino che ha in braccio, e che è il motivo della sua regalità, ma il suo viso è sopra quello di lui, più centrato, e tutti gli sguardi convergono su di lei, la regina. Ai suoi piedi tutti inginocchiati, uomini e donne; quello alla sua destra si presume sia Giuseppe, in posizione di completa subordinazione, però ha un' aureola d'oro, come ce l'hanno anche altri uomini prostrati, i Re Magi. Le poche donne presenti, invece, non hanno nessuna aureola, sono delle assolute comparse.
Un focolarino che guarda il quadro può sempre considerarsi come Giuseppe, o come un Re Mago: ai piedi di Chiara, ma guadagnandosi la sua aureola. C'è qualche donna sposata (zero aureola), qualche anziano... Ma una focolarina, con chi si può identificare? Ci sono gli angeli alle spalle di Chiara-Maria, bellissimi, tutti uguali naturalmente...
... E se invece, sotto sotto, ogni focolarina aspirasse a salire sul trono? A essere "un'altra Chiara" nel senso di sovrapporsi a lei, per arrivare ad avere "quella" regalità, quella solitudine, quella perfezione? Chiara non lo vuole di sicuro, le focolarine sono una "schiera" dietro di lei. Ma la natura umana, si sa, è immutabile: Chiara ha creato, nella sua esaltazione della femminilità, un ambiente di spietata scalata sociale. Se sarò "come lei", forse farò carriera nel Movimento e avrò i suoi stessi doni, la venerazione di cui lei gode.
Il nuovo sesso e la questione della donna focolarina
In un’altra occasione, ho
«rubato» l’autorizzazione dei miei a partecipare all’incontro dei dirigenti Gen
2 (seconda generazione del Movimento). Un incontro misto al quale ero stata
invitata insieme alle più grandi (…) Avevo allora 15 anni. Per rispondere alle
nostre domande veniva Don Pasquale Foresi, il sacerdote focolarino e
cofondatore del Movimento. Rispondendo a una domanda in merito alla verginità,
aveva citato un brano del Vangelo e il commento di san Girolamo, padre della
Chiesa. Il sacerdote sosteneva la tesi di quest’ultimo, che affermava che la
verginità porta il 100% di frutti per il Regno di Dio, la vedovanza il 60% e il
matrimonio il 30%. Nessuno può immaginare l’effetto che abbiano avuto queste
idee su di noi. Volevamo tutti portare il 100% di frutti, ma non tutti eravamo
chiamati alla verginità. Non facevamo mai delle analisi contraddittorie dei
Vangeli e dei loro commenti redatti dai santi. Eppure... eravamo talmente
convinti che Chiara e ogni persona da lei inviata possedessero la Verità, che
comunque non sarebbe cambiato niente. La parte femminile non ha avuto grandi
difficoltà ad accettare questo commento, ma i Gen della parte maschile
sprofondavano in una grave crisi. La partecipazione di Chiara non era prevista
durante il congresso, ma, vista la situazione, la focolarina all’epoca
responsabile delle Gen (ragazzine) presso il Centro del Movimento ci ha
convocate. Il nostro gruppetto era molto affiatato e lei ci diceva che le Gen 2
femmine erano le preferite di Chiara. E noi ci credevamo ciecamente! Ci ha
chiesto di pregare e allo stesso tempo di scrivere qualche domanda per Chiara.
Ci aveva detto come redigere la prima: «Chiara, come consideri la verginità e
cosa pensi del matrimonio?» Abbiamo trascorso la notte in adorazione davanti a
Gesù Eucarestia presente nel tabernacolo per implorare che le Gen 2 maschi si
«convertissero», aderendo alla parola di Chiaretto. Quella stessa notte la
natura si è scatenata in una tempesta da far paura, con un vento che faceva
piegare i pini marittimi del Centro fin quasi a terra. Ma la «manovra» riuscì
alla perfezione e, all’alba, ci dissero che Chiara sarebbe venuta di persona
alle 11:00 per rispondere alle nostre domande. Lei sola, infatti, era in grado
di risolvere questa situazione e di tranquillizzarci. Per prima cosa, era
venuta con Igino Giordani, primo focolarino sposato (per il quale oggi è in
corso un processo di canonizzazione in Vaticano), nonché cofondatore. La sua
risposta alla prima domanda è contenuta nelle registrazioni di quell’incontro.
La riassumo qui di seguito per facilitare la comprensione. Chiara ci ha detto
che la cosa più importante – per il Regno di Dio – non è di essere un bicchiere
(che potrebbe rappresentare il 100% di quanti scelgono la verginità) o un
ditale per cucire (che potrebbe rappresentare il 30% delle persone sposate). La
cosa più importante è che questo bicchiere e questo ditale siano pieni fino
all’orlo e quindi entrambi pieni al 100%. Questo porta dei frutti per il Regno
di Dio e nonostante le persone sposate abbiano una misura più piccola (come
appunto un ditale), se lo riempiono d’Amore, per Dio e per i fratelli, avranno
anch’essi dato il massimo. Solo questo è quello che conta. Ci fu un applauso generale
«liberatorio»! Ascoltando Chiara, avevamo ritrovato l’equilibrio. (Renata Patti, Io e il Movimento dei Focolari. Storia di un inganno e di una liberazione, ediz. online)
Speriamo che Renata, con i suoi 15 anni, fosse la più piccola a sorbirsi questo allucinante tour de force, con tanto di veglia notturna per "convertire" i gen ad aderire alla parola di Chiaretto. Chiaretto che, conoscendo il suo precario equilibrio, avrà fatto un'uscita infelice, una "sparata" di quelle che i ragazzi non perdonano, e allora ecco la cara leader, latitante al congresso, presentarsi il giorno dopo per sopire sul nascere qualunque forma di dissidenza, inaccettabile in un movimento come il suo. "Ascoltando Chiara avevamo ritrovato l'equilibrio". Cosa ne possono sapere, a 15 anni, i gen, delle loro future vocazioni? La loro preoccupazione è quel "dare il 100%", con la cifra tonda, presi come sono dallo zelo e dall'entusiasmo; ci sarà rimasta invece male Chiara, nel sentire che "non tutti eravamo chiamati alla verginità", dal momento che il congresso era sicuramente, nelle intenzioni sue e del Centro, una spudorata operazione di reclutamento di minori.
In tutto questo, non vi sarà sfuggito che le gen femmine sono le preferite di Chiara; Renata lo mette in dubbio, fa intendere che si tratti di un discorso manipolatorio dell'assistente, ma resta il fatto che sono i gen maschi ad avere contestato, mentre le femmine non creavano problemi, si sono dimostrate docili e pronte a recepire qualunque insegnamento. Da questo momento in poi, una scure cadrà sul movimento maschile: sono meno "chiamati", meno portati, capiscono di meno. La donna gen, futura donna focolarina, è veramente l'eletta per eccellenza, al vertice della piramide; anche le "gerarchie angeliche" sono rigidissime gerarchie.
D: In questi anni ho sentito parecchie volte porsi la domanda se le focolarine e i focolarini siano sullo stesso nell’Opera o se non ci debba essere una qualche forma di superiorità o di prevalenza delle focolarine. Cosa ne pensi?
R: E’ questa una domanda che mi sorprende: non capisco come possa essere entrata una simile mentalità.
D: Ci troviamo in un’Opera nata, grazie a Dio, da un carisma “femminile”, oltreché universale. Grazie a Dio, anche perché la Madonna attraverso di te, sta mettendo la donna al suo posto nella Chiesa e nell’umanità. E noi focolarini, uomini, siamo particolarmente fieri di trovarci in prima fila in questa rivoluzione storica. Ora, mi sembra logico che questo timbro femminile impronti tutta l’Opera, anche come stile, come modo di presentarsi, impostare le attività, di rapportarsi con le persone… Nell’agire concreto, però, lavorando insieme alle focolarine, qualche volta emergono delle difficoltà. Per loro, infatti, in genere lo stile con cui fare le cose risulta chiarissimo, a volte “ovvio”, mentre non sempre è così per noi. Puoi dirci qualcosa su questo?
R: In quanto a definire un carisma femminile io ho dei miei dubbi, ma grossi dubbi. Questo non è un carisma femminile. Vi spiego perché: prima di tutto perché avrebbe attratto solo donne. Ma questo è ancora secondario. In secondo luogo: da dove è nato questo carisma? Tutto dal Vangelo, parola per parola. Ora il Vangelo è maschile e femminile, per uomini e per donne. La spiritualità che ne è scaturita è una spiritualità evangelica. Se si osserva uno stile di vita troppo femminile vuol dire che c’è qualcosa che non va, c’è ancora l’”uomo vecchio” in qualche focolarina, che non è guidata dallo Spirito Santo… (Risposte di Chiara sul
rinnovamento- Natale 1997)
Chiara non finisce di meravigliarsi: ma com'è che tra i suoi focolarini si è diffusa una simile mentalità? Movimento femminile? (Un matriarcato maschilista, commentavamo noi ragazze gen, discutendone tra di noi.) Non si era detto che Maria è sola, e tutti gli altri indistintamente dietro? Ma tutte quelle focolarine sono sinceramente convinte di IMITARLA, glielo ha chiesto lei, eppure l'immagine che le restituiscono, come uno specchio, non le piace, fatica a riconoscerla.
E poi, in fondo, non si diceva che le donne sono più brave a seguire? Guardate qui: questo "Rinnovamento" è l'ennesima semi rivolta all'interno del ramo maschile, con Chiara che si vede arrivare decine di domande da tutto il mondo, da parte di popi che evidenziano problemi nella loro vita di focolare. Le focolarine non hanno scritto nulla, loro sono senza problemi! "La Madonna attraverso di te, sta mettendo la donna al suo posto nella Chiesa e nell’umanità": questi focolarini sono maestri nell'adulare, dando sfoggio di notevole fantasia, per toccare il suo cuore; ma a Chiara non interessa, dà loro educatamente corda e poco più, per riuscire a catturare la sua attenzione si sforzano, fino a raggiungere le vette del genio.
D: Mi chiedo se noi focolarini non stiamo dando via ad un nuovo tipo di uomo cristiano, che nasce maggiormente da Maria, che porta nella Chiesa e nel mondo un rapporto giusto, sin dalla nascita, con la donna: quello che nasce da Gesù in mezzo. Sono sicuro che questo dono, direi epocale, per nascere bene debba nascere da Maria, e da te. L’apporto che- come uomini- porteremo perdendo la nostra mascolinità nell’unità, farà, spero, nascere quell’essere maschile mariano, che sa comporsi serenamente con il genio femminile per arrivare ad un’unità, una qualità di vita sociale che intravediamo soltanto all’interno dell’Opera, ma che ancora mi sembra realizzata solo in parte.
R: Penso che sia proprio così, nel senso che verrà fuori qualcosa di nuovo (…) Che venga fuori questo uomo particolare, ne sono convinta; anzi, è già venuto fuori, almeno in parte, ma verrà fuori sempre di più.
Amico che hai formulato questa domanda, un giorno vorrei incontrarti per dirti grazie: quando mi sento giù di morale, ripenso a te e ai focolarini che, come dottor Frankenstein nel suo laboratorio, date vita all'essere maschile mariano. Ve l'avevo detto che avrebbero creato un nuovo sesso, rimettendo a posto la vita sociale, con la stessa qualità che si respira nell'Opera, e tutto per merito di Maria e di Chiara. Chiara ringrazia, garantendo che verrà sempre più fuori, questo uomo..."particolare" (che non suona esattamente come un complimento, ma forse faticava a rimanere seria persino lei).
Perché anche, popi, voi vi lamentate per questi rapporti con le pope, ma, se fossero perfetti, sono una cosa meravigliosa, perché c’è contributo della creatura maschile e della creatura femminile, quindi… E’ possibile solo a livello di una certa età, perché altrimenti c’è l’innamoramento, capite? Che sono cose che non si possono fare. Mentre invece ad una certa età diventate capozona e avete un rapporto… Lo potete avere giusto perché la concupiscenza è placata, speriamo, ecco, così e perciò c’è solo lo spirito e quindi vien fuori proprio la femminilità nella sua bella faccia e la mascolinità nella sua bella faccia, senza quell’aspetto umano delle cose.
So cosa pensavate, che l'"uomo mariano" fosse un gay in incognito, o un criptogay, e invece vi sbagliavate; è l'uomo depurato dalla "concupiscenza" (prerogativa esclusivamente maschile, si intende), e quindi libero di fare il capozona in modo del tutto asessuato a fianco della collega donna. E' questo che dà i brividi: il bello della femminilità e della mascolinità sta nel privarle dell' "aspetto umano", ovvero della dimensione sessuata. Ma femminilità e mascolinità non esistono proprio per questo, in funzione della relazione sessuale? Solo per i comuni mortali, come dicevamo. "Loro" non vivono per quelle cose, sono il nuovo sesso.
In conclusione, vorrei dire che sento spesso parlare in modo molto critico della donna focolarina. Viene tacciata di essere maniaca del controllo, autoritaria, priva di senso dell'umorismo, incapace di mettere in discussione i minimi aspetti della vita del Movimento. Vorrei spendere qualche parola in suo favore, ma devo dire che non è facile, perché si tratta di un mondo molto chiuso, quasi impenetrabile per chi non ne fa parte. Sicuramente la donna focolarina, rispetto all'uomo, ha un forte problema di identità, essendo completamente oscurata da Chiara Lubich, che ha occupato con il suo Sé grandioso tutto lo spazio. La competitività, la tendenza a dividersi e a seminare discordia, le invidie, le ripicche, insomma, tutto quello che è considerato il peggio delle relazioni femminili, delle "donne che non sono amiche delle altre donne", si ritrova in un ramo di consacrate che, in teoria, dovrebbero essere votate all'unità e alla gioia di vivere.
Le focolarine che escono dal focolare denunciano l'annullamento della propria personalità, anzi, l'impossibilità di coltivarne una matura. Da parte mia, so bene di non poter fornire loro molti consigli: credo che, se potessero, le focolarine vorrebbero unirsi sempre più tra loro, superando gli abusi e le ingiustizie, ma non so se vorrebbero unirsi con tutti "noi", resto del mondo. Credo che la salvezza per le focolarine possa venire solo da un movimento interno alle focolarine stesse, perché sono troppo speciali, troppo al di sopra di tutti gli altri, per via della loro consacrazione esclusiva; è Chiara che le ha convinte di questo, imprimendo in loro un marchio indelebile. Alcuni momenti, come
dopo la tragica morte di Marisa Baù, hanno dato l'impressione che questo movimento si agitasse sotto la superficie, ma poi tutto è tornato all'apparente tranquillità.
Sicuramente al giorno d'oggi una giovane donna è scarsamente attratta dalla vocazione della focolarina; anziché replicare Chiara, vorrebbe sapere quale sia esattamente la sua proposta cristiana, per realizzarla rimanendo se stessa. Ma pare che non funzioni così: tolta la Lubich, intesa come persona, non rimane davvero nulla.
E lo stesso dicasi per l'uomo, mariano o no:
D: In generale la parte maschile, rispetto alla parte femminile, è più impegnata nel lavoro. Questo permette alle focolarine sposate, alle volontarie, alle aderenti, di poter essere di un aiuto maggiore al loro focolare, rispetto a quanto è possibile fare ai focolarini sposati, ai volontari, agli aderenti riguardo a loro. Questo aiuto maggiore si concretizza nell’arancio, nel verde, nell’azzurro, nel violetto, lasciando alle focolarine più margine di tempo e forze (…)
R: (…) A proposito del fatto che occorre aver più tempo per ottemperare a tutti i doveri, i focolarini dovranno, con gli anni, vedere di avere un lavoro che li occupi non più di tanto.
Va bene che il lavoro è essenziale e io l’ho capito perché: perché è costitutivo dell’uomo, quindi forma l’uomo il lavoro.
Siamo nel 1997, le donne nel Movimento lavorano ancora poco, quindi sono una manodopera a disposizione per servire le focolarine, nella rigorosa separazione tra i sessi. Se potesse, Chiara vorrebbe che né focolarini né focolarine lavorassero, per dedicare la totalità del loro tempo a lei; almeno gli uomini possono ringraziare la crisi delle vocazioni, che ha reso la cosa impossibile. Anche perché per loro il lavoro è essenziale, bisogna tenerli impegnati, altrimenti iniziano a manifestare il narcisismo maschile e a piantare contestazioni.
Per le donne no, lavorare non è "costitutivo", contestare nemmeno; devono essere brave a "fare il vuoto". Forse il Movimento potrebbe salvarsi se una focolarina dalla personalità originale riuscisse a farsi passare per la "reincarnazione" di Chiara: Chiara in persona, di nuovo Chiara, ma che ritorna in una versione rivista e aggiornata. Ma la vedo molto difficile, anche perché la Chiesa sta chiaramente imponendo una visione sinodale, che in realtà ai focolarini non interessa; intorno a quel trono c'è una scalata, con molte concorrenti a tentare l'arrampicata.
E in cima a quel trono, la Donna è sola, come su un'aspra montagna.
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